Game Of Clones: tutte le recensioni

Perché al peggio non c'è mai fine.

Doctor Who

Moffat: scansate.

Head To Head

Sfide mai viste

Gli spiegoni di Edna

Pillole di saggezza cinema.

sabato 30 agosto 2014

Ipsum

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.

Lorem

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.

venerdì 29 agosto 2014

Red Band Society (Fox, pilot)

COS'È: 50 & 50 + Glee (senza le canzoni) in versione adolescenziale e seriale. Con una spruzzatina di My Mad Fat Diary che non fa mai male.

Prendi una manciata di ragazzini (facce nuove e in grado di recitare) e mettili in ospedale, ognuno con i suoi demoni.
Aggiungi un'infermiera meno burbera di quello che sembra, qualche medico, un fattone ipocondriaco e un padre coi sensi di colpa.
Tocco finale: un narratore in coma.
Ecco Red Band Society.

Se vi aspettate del facile pietismo, sono lieta di annunciarvi che potreste rimanere piacevolmente sorpresi: sì, i luoghi comuni ci sono, ma sono inseriti in modo da non appesantire la narrazione.
Ogni scivolone nel 'già visto' si riprenderà con un pugno nello stomaco più o meno forte.
E so cosa state per dire rispetto al narratore in voice over: quest'anno l'abbiamo visto diverse volte, ma questa volta si tratta di un escamotage realizzato in maniera formalmente corretta e distinta.

Oltre alla buona realizzazione, Red Band Society sembra avere le carte in regola anche per quanto riguarda la posizione nel palinsesto: riempie infatti un vuoto nella sua fascia oraria, dove CBS e NBC optano per contenuti più thriller e giudiziari (Criminal Minds e Law & Order: SVU) mentre la ABC pensa al divertimento (con Modern Family).
Ma oltre a rubare spettatori a questi campioni di lungo corso, un dramma giovanile come quello della Fox può portare una boccata d'aria fresca ai contenuti PYT.
Una commedia drammatica di questo tipo è ciò che mancava e che, forse, ci serviva in un momento come questo: basta commiserazione o facili sentimentalismi e largo a legami veri che dovranno affrontare problemi troppo grandi per la loro età.

Insomma, le carte per il successo sembrano esserci, resta però una grande minaccia per la prognosi di Red Band Society: la premessa 'medical' è sostenibile come serie regolare?
Vista la bellezza del pilot, mi auguro fortemente di sì.



GUARDALO SE:
cercavi un contenuto young ma non superficiale

EVITA SE:
sei in quel periodo particolare della tua vita in cui forse è meglio non guardare nulla di medical

giovedì 28 agosto 2014

Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie (Matt Reeves, 2014)

COS'È: il sequel di un film che, a sua volta, era il prequel di un reboot.
Giuro.
Poi uno si chiede com'è che negli anni '80 uscivano sette film fighi a settimana.

Date le premesse non potevamo certo aspettarci la novità e l'originalità assoluta: sono ancora scimmie parlanti ed iperintelligenti (praticamente possono spiegare il concetto di autocoscienza a metà delle persone che conosco) VS una manciata di umani che non ha ancora capito che ammazzarsi senza sosta potrebbe non essere una mossa vincente.
A maggior ragione se ti ammazzi senza un vero e proprio motivo di fondo, ma così, per paura.
Settate, quindi, le TREMENDAMENTE ATTUALI basi, la storia si svolge senza grandi sorprese: i cattivi fanno i cattivi, i buoni fanno i buoni e sono biondi, i saggi hanno un casino di rughe.
Certo, da scimmie così intelligenti mi aspetterei che imparassero a coniugare correttamente i verbi (no, non pretendo il congiuntivo: anche lo sapessero usare, non ci sarebbero abbastanza umani a capirlo...) quindi no, non possiamo parlare di dialoghi particolarmente raffinati.

Abbiamo però un buon ritmo e dei buonissimi effetti speciali: davvero impressionante la scena in cui la torretta del carroarmato ruota, peccato che termini in maniera frettolosa e grossolana.
Ecco, probabilmente il sunto di questo film è: buone premesse, ma gli pesa il culo.
Era difficile terminare il take del carroarmato in modo realistico? Boh, non credo.
Era complicato dare un'evoluzione ai personaggi? Quello che succede è una tragedia, ma nessuno cambia idea rispetto alle proprie convinzioni iniziali (giusto il figlio di Cesare, che però non ha lo spazio necessario per il dovuto approfondimento).
La richiesta di dialoghi meno didascalici è così eccessiva? Cioè 'Era un uomo buono... come te' è davvero un po' troppo spiegone e una frase tipo 'è un tuo simile' o 'è uno come te' sarebbe stata più evocativa e meno banale.

Il seguito ci farà attendere solo un paio d'anni: speriamo che nel frattempo si perdano le ambizioni shakespeariane e si faccia più attenzione a dialoghi e personaggi.
Basta davvero poco per trasformare un film godibile in una grande opera: e se qualcuno può farcela, questo è Matt Reeves con le sue scimmie.
Se ti riesce, provo pure a perdonarti Cloverfield.




P.S.: Allora, non so perché (sono quasi 40 ore che ci penso) ma vedere delle scimmie a cavallo mi ha disturbato.
Un po' come mi disturba Topolino che porta a spasso Pluto: qualche idea sul motivo?
E no: 'sei pazza' non è una ragione accettabile.


GUARDALO SE:
cerchi un sacco di azione con una spruzzatina di tentativo-di-film-intelligente

EVITA SE:
anche a te non garba tantissimo il rapporto Topolino-Pluto (sarà perché uno parla e l'altro no? Non capisco)

martedì 26 agosto 2014

Doctor Who: Deep Breath (8x01)

COS'È: la dimostrazione che noi Whovian della primissima ora contiamo di più delle sciacquette che seguono il Dottore solo per il suo bel faccino.

Ci siamo lamentati per sei stagioni, sostenendo che 'sto Dottore diventava sempre più giovane e sempre più belloccio, perdendo così la sua vera natura (essenziale quando sei in giro da duemila anni e ogni tot ti rigeneri) e passando al lato 'oscuro' delle relazioni: quello romantico con le varie companions.
Capaldi è una scelta molto coraggiosa per una serie che era tornata in auge grazie soprattutto all'avvenenza degli attori scelti, a discapito della narrazione (che però non frega quasi mai a nessuno): per questo io l'ho amata da subito.
Resta però l'incognita Moffat e la gestione del nuovo Dottore.
Com'è andata?
A mio avviso, tremendamente bene!
Il Dottore dimostra di non perdere un briciolo del suo fascino nonostante la rigenerazione âgée, dall'accento scozzese e dalle sopracciglia cespugliose.
Del resto è pur sempre è un pazzo con una cabina telefonica blu che viaggia nel tempo; è intelligente, spiritoso ed è sempre di fretta per quella storia di dover sempre salvare il mondo.
Con un cacciavite.
Il Dottore è un eroe e direi che sono già un bel po' di elementi che lo rendono attraente al di là dell'aspetto fisico. Se uno così si presentasse alla mia porta, offrendosi di mostrarmi tutto il tempo e lo spazio, ovunque e dovunque, mi metterei in viaggio con lui senza esitazione.

Vastra (bentornata!) dice a Clara che il Dottore aveva scelto il suo aspetto per compiacerla, come farebbe un fidanzato, ed è assolutamente vero: con questa rigenerazione, invece, il Dottore torna a chiedere la mano a noi fan di lungo corso e la mia risposta è 'sì'.
Deep Breath ha anche altri lati positivi che annunciano una grandissima stagione: stabilito che New Who è capace di essere romantico e di instaurare rapporti di amicizia e lealtà in misura maggiore dei suoi predecessori, questo consente a Clara di uscire definitivamente dall'ombra di Amy Pond.
Abbiamo visto rigenerazioni più emozionanti? Forse sì, ma è di certo il migliore indicatore di ciò che sarà il futuro di questa stagione.

L'episodio in sè tratta il tema della rigenerazione anche nella storyline indipendente, permettendo perfino alcune riflessioni di spessore, mentre sullo sfondo londinese un gigantesco dinosauro prende fuoco (!).
Se volete una serie tv seria, andate a cercare altrove: la mia scarsa stima per Moffat resta immutata, ma stavolta non posso proprio lamentarmi di nulla.
Non dubito che lo stile Moffat riemergerà presto, catapultando il Dottore in storie inutilmente complicate, in misteri sempre più serializzati e in situazioni apparentemente impossibili, solo per rivelare che le soluzioni sono in realtà abbastanza semplici e funzionano a causa del viaggio temporale.

Ma per ora non importa: New Who ha dimostrato di essere lo stesso eccentrico uomo pronto a salvare Clara (e noi!) da ogni pericolo.
Il suo aspetto, ora, è un po' più simile alla sua vera essenza millenaria ed è diventato così saggio da riuscire perfino ad ammettere il suo errore nel flirtare con le companion.
Il Dottore è cambiato rimanendo lo stesso e io non vedo l'ora che Capaldi dimostrari a pieno questa crescita, diventando qualcosa di più.



E la nuova sigla è bellissima, ecco, l'ho detto: il Dottore era quasi 'horror' inizialmente e io sono felicissima che si torni alle origini.




GUARDALO SE:
ti mancava IL VERO Dottore

EVITA SE:
cercavi nel Dottore solo un bel faccino

Emmy Awards 2014 - vincitori e vinti (e grandi assenti)

All'alba dell'ennesima bufala sulla settima stagione di Breaking Bad (perché volete rovinare una cosa bella?), quanto meno il capolavoro di Vince Gillian si porta a casa un altro po' di premi, nonostante anche questi Emmy siano rovinati dalla costante assenza di Tatiana Maslany in fase di nomination e di Utopia.
Sono comunque successe un sacco di cose belle, vediamole insieme:





BEST SERIES (DRAMA)
Breaking Bad (AMC)
Downton Abbey
 (PBS)
Game of Thrones (HBO)
House of Cards (Netflix)
Mad Men (AMC)
True Detective (HBO)


E cosa devi dire, qui: hanno ragione. Poteva giocarsela giusto con House of Cards, il resto delle nomination erano filler.


BEST ACTOR (DRAMA SERIES)
Bryan Cranston (Breaking Bad)
Jeff Daniels (The Newsroom)
Jon Hamm (Mad Men)
Woody Harrelson (True Detective)
Matthew McConaughey (True Detective)
Kevin Spacey (House of Cards)

Come sopra



BEST ACTRESS (DRAMA SERIES)
Lizzy Caplan (Masters of Sex)
Claire Danes (Homeland)
Michelle Dockery (Downton Abbey)
Julianna Margulies (The Good Wife)
Kerry Washington (Scandal)
Robin Wright (House of Cards)

Io avrei premiato la Wright perché è in grado di fare la stronza lei, nessuno mai, però ci sta lo stesso, dai.
Certo, ci fosse stato Orphan Black...


BEST SUPPORTING ACTOR (DRAMA SERIES)
Jim Carter (Downtown Abbey)
Josh Charles (The Good Wife)
Peter Dinklage (Game of Thrones)
Mandy Patinkin (Homeland)
Aaron Paul (Breaking Bad)
Jon Voight (Ray Donovan)

Lo so, lo so, volevate Dinklage. Il punto è che è stato inserito nella categoria sbagliata: SUPPORTING 'sto cazzo, 'che se non ci fosse lui, GoT sarebbe inguardabile (più di quanto è già, intendo).


BEST SUPPORTING ACTRESS (DRAMA SERIES)
Christine Baranski (The Good Wife)
Joanne Froggatt (Downton Abbey)
Anna Gunn (Breaking Bad)
Lena Headey (Game of Thrones)
Christina Hendricks (Mad Men)
Maggie Smith (Downton Abbey)

Non so, a chi lo volevate dare???


BEST GUEST ACTOR (DRAMA SERIES)
Dylan Baker (The Good Wife)
Beau Bridges (Masters of Sex)
Reg E. Cathey (House of Cards)
Paul Giamatti (Downton Abbey)
Robert Morse (Mad Men)
Joe Morton (Scandal)

Ma perché Scandal??? Qui si meritava il premio Bridges

BEST GUEST ACTRESS (DRAMA SERIES)
Kate Burton (Scandal)
Jane Fonda (The Newsroom)
Allison Janney (Masters of Sex)
Kate Mara (House of Cards)
Margo Martindale (The Americans)
Diana Rigg (Game of Thrones)

Ah, ecco.

BEST SERIES (COMEDY)
The Big Bang Theory (CBS)
Louie (FX)
Modern Family
 (ABC)
Orange Is the New Black
 (Netflix)
Silicon Valley (HBO)
Veep (HBO)

Non capisco bene cosa ci faccia qui OITNB, ma Modern Family dovrebbe vincere anche il Nobel per la pace, quindi non farò troppe storie.

BEST ACTOR (COMEDY SERIES)
Don Cheadle (House of Lies)
Louis C.K. (Louie)
Ricky Gervais (Derek)
Matt LeBlanc (Episodes)
William H. Macy (Shameless)
Jim Parsons (The Big Bang Theory)

Onestamente? No. E nel profondo del vostro cuore lo sapete anche voi.

BEST ACTRESS (COMEDY SERIES)
Lena Dunham (Girls)
Edie Falco (Nurse Jackie)
Julia Louis-Dreyfus (Veep)
Melissa McCarthy (Mike and Molly)
Amy Poehler (Parks and Recreation)
Taylor Schilling (Orange Is the New Black)

Piper, vendicati. Adesso!

BEST SUPPORTING ACTOR (COMEDY SERIES)
Fred Armisen (Portlandia)
Andre Braugher (Brooklyn Nine-Nine)
Ty Burrell (Modern Family)
Adam Driver (Girls)
Jesse Tyler Ferguson (Modern Family)
Tony Hale (Veep)

Il personaggio meglio scritto degli ultimi dieci anni che cazzo ci fa in SUPPORTING????
BEST SUPPORTING ACTRESS (COMEDY SERIES)
Mayim Bialik (The Big Bang Theory)
Julie Bowen (Modern Family)
Allison Janney (Mom)
Kate Mulgrew (Orange Is the New Black)
Kate McKinnon (Saturday Night Live)
Anna Chlumsky (Veep)

Ahahahahah, ma chi è che vota????

BEST GUEST ACTOR (COMEDY SERIES)
Steve Buscemi (Portlandia)
Louis C.K. (Saturday Night Live)
Gary Cole (Veep)
Jimmy Fallon (Saturday Night Live)
Nathan Lane (Modern Family)
Bob Newhart (The Big Bang Theory)

Chiaramente pilotata, non aggiungo altro. Vergognatevi.

BEST GUEST ACTRESS (COMEDY SERIES)
Uzo Aduba (Orange Is the New Black)
Laverne Cox (Orange Is the New Black)
Joan Cusack (Shameless)
Tina Fey (Saturday Night Live)
Natasha Lyonne (Orange Is the New Black)
Melissa McCarthy (Saturday Night Live)

*Applausi*

BEST TV MINI-SERIES
American Horror Story: Coven (FX)
Bonnie and Clyde
 (History/Lifetime)
Fargo
 (FX)
Luther (BBC America)
Treme
 (HBO)
The White Queen (Starz)

Totalmente

BEST TV MOVIE
Killing Kennedy
 (National Geographic)
Muhammad Ali's Greatest Fight
 (HBO)
The Normal Heart (HBO)
The Trip to Bountiful (Lifetime)
Sherlock: His Last Vow (PBS)

Non mi pronuncio, non so, non li ho visti tutti.



BEST ACTOR (TV MOVIE OR MINI-SERIES)
Benedict Cumberbatch (Sherlock: His Last Vow)
Idris Elba (Luther)
Chiwetel Ejiofor (Dancing on the Edge)
Martin Freeman (Fargo)
Mark Ruffalo (The Normal Heart)
Billy Bob Thornton (Fargo)

Mh, no: con Fargo di mezzo, no.

BEST ACTRESS (TV MOVIE OR MINI-SERIES)
Helena Bonham Carter (Burton and Taylor)
Minnie Driver (Return to Zero)
Jessica Lange (American Horror Story: Coven)
Sarah Paulson (American Horror Story: Coven)
Cicely Tyson (The Trip to Bountiful)
Kristen Wiig (Spoils of Babylon)

Alla Lange devono dare lo scettro di Imperatrice del Mondo, altro che un Emmy (sì, due bollini verdi perché è il mio blog e faccio quello che voglio).

BEST SUPPORTING ACTOR (TV MOVIE OR MINI-SERIES)
Matt Bomer (The Normal Heart)
Martin Freeman (Sherlock: His Last Vow)
Colin Hanks (Fargo)
Joe Mantello (The Normal Heart)
Alfred Molina (Return to Zero)
Jim Parsons (The Normal Heart)

Non ho visto tutto, ma ho dei dubbi.

BEST SUPPORTING ACTRESS (TV MOVIE OR MINI-SERIES)
Kathy Bates (American Horror Story: Coven)
Angela Bassett (American Horror Story: Coven)
Ellen Burstyn (Flowers in the Attic)
Frances Conroy (American Horror Story: Coven)
Julia Roberts (The Normal Heart)
Allison Tolman (Fargo)

Io gliene avrei dati tre, ma pare non si possa.


sabato 23 agosto 2014

Manhattan (WGN, pilot)

COS'È: tutti i retroscena (umani e per questo bellissimi) del Manhattan Project.
Niente a che vedere con Woody Allen, mi dispiace.


'Welcome to nowhere'.
È così che un nativo americano accoglie Charlie Isaacs, una delle brillanti menti che il governo ha reclutato e segretamente spostato - insieme alle relative famiglie - in un avamposto dimenticato dal mondo nel deserto di Los Alamos, Nuovo Messico.
All'interno del campus, due squadre si fronteggiano per la costruzione della bomba atomica, in segreto rispetto a tutti, anche le mogli.
Manhattan si occupa proprio di questo: del conflitto morale degli scienziati che hanno lavorato al progetto.
Nella corsa agli armamenti se gli scienziati americani non costruiranno la bomba, lo farà la Germania, e nel frattempo centinaia di soldati americani continuano a morire ogni giorno.
Solo Oppenheimer è un personaggio storico realmente esistito, ma i turbamenti emotivi ed interiori degli altri scienziati sono tremendamente reali.

La peculiarità della serie tv sembra porre un limite temporale intrinseco (il primo episodio si apre a 766 giorni da Hiroshima e lo stesso progetto Manhattan non ha avuto lunga vita, quindi la serie non può durare per sempre) il che è un bene perché permette, già dalle prime puntate di mantenere il giusto ritmo, senza perdersi in scene inutili, in dialoghi senza punto o in puntate troppo dense di informazioni.
La vita a Los Alamos si presenta da subito ardua: segreti, bugie e le difficoltà dell'essere tagliati fuori dal resto del mondo cominciano immediatamente a pesare sulla vita dei fisici e delle loro mogli.
Vivere in caserme fatiscenti in mezzo al nulla, essere arruolati senza sapere in cosa consiste il progetto, capire di star costruendo un arma micidiale che cambierà il mondo, l'impossibilità di parlarne con le proprie compagne, la consapevolezza che ogni minuto perso decreta la morte di decine di soldati americani al fronte... tutto contribuisce ad accrescere il senso di paranoia che pervade ogni episodio.

L'atmosfera degli anni '40 è resa in maniera precisa, la storia è scritta con armonia e anche il cast è ineccepibile: si preannuncia un drama storico intenso e provocante.
Una serie tv recitata ottimamente in grado di farci pensare e di approfondire un periodo storico che è stato fondamentale per il nostro presente.
Non so, cos'altro volete di più?



GUARDALO SE:
ami i drama
ami i serial storici
sei interessato a personaggi con forti dubbi morali

EVITA SE:
non apprezzi l'atmosfera anni '40
non ti erano piaciuti né Mad Men, né Bomb Girls,Band Of Brothers

venerdì 22 agosto 2014

Selfie (ABC, pilot)

COS'È: la versione piena di hashtag di My Fair Lady.

Emy Pond è rimasta nei cuori di tutti noi Whovians, grazie alla sua bellezza e al suo incantevole accento scozzese.
Con Selfie Karen Gillian torna sui nostri piccoli schermi, priva, però, della sua meravigliosa cadenza.
Eliza Dooley (la versione moderna di Eliza Doolittle) è il tipo di persona che noi tutti abbiamo nella nostra vita e che ci sta abbastanza sul cazzo (a meno di non ESSERE quella persona): una donna ossessionata da followers, like, retweet, favorites, #followme e tutto ciò che riguarda il mondo social.
Tutto bene (sort of...) fino ad un imbarazzante incidente su un volo aziendale che la pone di fronte alla drammatica realtà: il bisogno di trovare amici reali e non followers digitali.
Per questo va da Henry Higenbottam (il sempre fantastico John Cho), un guru del marketing in grado di rebrandizzare tutto, perfino un disastro ambulante come Eliza.

Eliza è fastidiosa esattamente come metà della nostra timeline Facebook (quella che sa usare gli hashtag correttamente, che sa che non si mettono tutti attaccati, che ogni tre stati ribadisce l'importanza della semplicità con discorsi à la Miss Italia salvo poi aprirsi pagine pubbliche ed autotaggarsi in ogni post per raccattare due cuori su Instagram).

Se la storia pare non presentare grosse novità (e a volte i dialoghi non sono esattamente geniali), la scelta dei protagonisti è perfetta: la boccuccia imbronciata di Karen è fatta per le le selfie con la faccia a culo di gallina, mentre l'espressione da macho di Cho fa il resto.

Considerata la condizione derivativa, non immagino come Selfie possa protrarsi più di una stagione (due, al massimo), ma continuando a puntare su tutto ciò che noi pensiamo degli/delle attention whore, evolvendo il rapporto Eliza-Henry ed innalzando un po' il livello dei dialoghi, potremmo sicuramente goderci un'ottima serie tv divertente e liberatoria.
In fondo il pilota è strutturalmente solido, la narrazione è succinta ed essenziale e iniziamo già a conoscere in nostri protagonisti.
E chissà, magari qualcuno si rende anche conto di quanto è ridicolo.


NOTA: è uscito solo il pilot, la serie tv inizia il 30 settembre.



GUARDALO SE:
ti mancava Karen Gillian
cerchi una nuova comedy
detesti le attention whore

EVITA SE:
sei alla ricerca di followers
giochi a Candy Crush
non mangi nulla prima di averlo debitamente fotografato ed instagrammato
ti sbottoni la camicetta o la polo prima di una foto

sabato 16 agosto 2014

Legends (TNT, pilot)

COS'È: Sean Bean che, avendo qui centordici identità, forse riesce a non schiattare almeno in una.
Forse.

Sulle numerose morti di Sean Bean abbiamo riso tutti, spesso scordandoci che parliamo di un attore davvero in gamba - e non solo nel trapassare.
Legends, però, non appare come una serie tv scritta con estrema cura ed attenzione, nonostante l'idea di base sia buona e semplice.
Seguiamo sin da subito le avventure di Martin Odum, un agente dell'FBI specializzato in azioni sottocopertura.
Martin, nonostante pareri discordanti dei medici (che non dovrebbero essere proprio quelli della mutua, ma si sa che il servizio sanitario americano ha i suoi problemi) in merito al suo servizio, è un vero portento nell'assumere identità altrui, cambiano movenze, accenti, cadenze e altri dettagli tipici della personalità di ognuno.
Con un piccolo espediente viene giustificato il suo claudicante accento americano (Bean è inglese) e tutto sommato il vederlo passare da una 'leggenda' all'altra è divertente e coivolgente.

Insomma: “He’s the most naturally gifted deep operative that we’ve got. Maybe the best that we’ve ever had.”
Ma ad un tratto viene avvicinato da una figura misteriosa che mette in dubbio la sua vera identità, sostenendo che Odum non esiste, ed è solo frutto della fantasia e delle necessità dell'FBI.
Martin ha attraversato così tante incarnazioni sotto copertura (note appunto come "Legends") che inizia a non essere nemmeno sicuro che i propri ricordi siano propri e reali.

Purtroppo, proprio qui, iniziano i problemi: il ritmo - indubbiamente alto - è tenuto vivo da un montaggio composto da stacchi secchi e repentini o da scene molto corte, NON da una scrittura emozionante o veloce.
L'altro problema (quanto meno del pilot) è che alcune cose sono definite dai dialoghi e non dalle azioni: l'uomo misterioso, per esempio, dice a Martin che lui non dovrebbe ricordare, ma fino a quel momento non era chiaro che il protagonista stesse avendo dei flashback sul proprio passato o sulla propria identità.
Gli spiegoni chiarificano, ma annoiano ed appesantiscono una storia che, comunque, si rivela interessante dalle premesse e sufficientemente semplice da permetterci di approfondire correttamente i vari personaggi sullo schermo, soprattutto Martin e la sua vita à-la-Bourne.

Il pilot è sicuramente buono, anche se spero vivamente che i prossimi episodi siano
- meno ripetitivi (nel pilot il momento clou è lo stesso per ben due volte)
- un po' meno Bourne o 24
- un po' più ricchi di scrittura
- un po' più intelligente.

Basta davvero poco perché Legends ha delle ottime premesse.
E uno Sean Bean in grandissima forma, in grado di sostenere da solo un intero show.
Glielo lasciamo fare fino alla fine, vero sceneggiatori?




GUARDALO SE:
ti piace Sean Bean
ti mancano un po' Jason Bourne e Jack Bauer

EVITA SE:
vuoi più sostanza e meno spie